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 Che cos'è lo Spirito? View next topic
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Ramuel
Amministratore


Joined: 23 Sep 2006
Posts: 495

PostPosted: Tue Sep 26, 2006 5:22 pm Reply with quoteBack to top

Bene, visto che la sezione filosofica del forum è partita è giunta l'ora di lanciare a briglia sciolta quella religiosa. La principale questione da affrontare all'interno di questa stanza è innanzitutto chiarire cosa intendiamo con la parola Spirito...

Prima di dire la mia sentirei volentieri i vostri pareri! Wink
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Shamir
Moderatore


Joined: 25 Sep 2006
Posts: 215

PostPosted: Fri Sep 29, 2006 12:42 am Reply with quoteBack to top

Data la vastità del tema, al momento vorrei soltanto proporre alcuni possibili spunti di riflessione che mi sembrano possano costituire interessanti approcci, tanto per cominciare ad affrontare l'argomento:

1. Definizione dei molteplici significati del termine, e problema classico del rapporto tra lo Spirito dell'uomo e la sua mente/intelligenza (la loro distinzione, la reciproco relazione, ecc...).
2. Il tema dello "Spirito" implica ovviamente anche una sua considerazione dal punto di vista della mistica: tra i tanti, vorrei citare Santa Teresa d'Avila, che nel suo "Il castello interiore" descrive l'anima come un Castello dalle sette stanze concentriche, e invita il lettore ad un viaggio interiore verso "l'ultima stanza", quella centrale, quell'unica parte dell'anima che propriamente lei definisce "Spirito", che Dio ha voluto riservare esclusivamente per Sé ed il cui vuoto non potrà essere colmato dall'uomo se non dalla presenza stessa di Dio.
3. E, infine, inserirei anche un elemento un po' "controcorrente":
"La sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perchè tutto è vanità. Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere. Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra?" (Qo. 3, 19-21)
Il fatto che questo passo si trovi nientemeno che nella Bibbia lo rende quantomeno insolito. Shocked
Perciò domando: cosa intendeva esattamente esprimere l'Autore biblico con questi versi riguardo la natura e il lato spirituale dell'uomo? In che contesto e con quale interpretazione essi devono essere correttamente letti?
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Ramuel
Amministratore


Joined: 23 Sep 2006
Posts: 495

PostPosted: Sun Oct 01, 2006 1:01 pm Reply with quoteBack to top

Si mi rendo conto anche io che il tema è vasto. Ad ogni modo cercherò di segnare delle battute alle tue proposte di riflessione:

Shamir wrote:

1. Definizione dei molteplici significati del termine, e problema classico del rapporto tra lo Spirito dell'uomo e la sua mente/intelligenza (la loro distinzione, la reciproco relazione, ecc...).


Ricercando la parola "Spirito" sul sito della Wikipedia vediamo che associati alla parola Spirito ci sono almeno questi concetti:
- Fantasma
- Alcol
- Demone o creatura sopprannaturale presente nelle concezioni religiose animistiche
- Lo Spirito Santo della Chiesa Cattolica
- Il concetto presente nella Fenomenologia dello Spirito di Hegel
- Il concetto presente all'interno della metafisica di Steiner sul mondo spirituale

Shamir wrote:

2. Il tema dello "Spirito" implica ovviamente anche una sua considerazione dal punto di vista della mistica: tra i tanti, vorrei citare Santa Teresa d'Avila, che nel suo "Il castello interiore" descrive l'anima come un Castello dalle sette stanze concentriche, e invita il lettore ad un viaggio interiore verso "l'ultima stanza", quella centrale, quell'unica parte dell'anima che propriamente lei definisce "Spirito", che Dio ha voluto riservare esclusivamente per Sé ed il cui vuoto non potrà essere colmato dall'uomo se non dalla presenza stessa di Dio.


Devo un'attimo riordinare i ranghi! Il pensiero di Santa Teresa D'Avila è uno dei più affascinanti ma sono del parere che dovrebbe rientrare nella stanza riguardante la Spiritualità Cristiana più che questa che è generale. Per Santa Teresa infatti lo Spirito è una cosa ben precisa ovvero lo Spirito di Gesù di Nazareth o lo Spirito Santo. Esso è il principale interlocutore dello spirito umano ( "l'ultima stanza") nonchè la forza rigenerante che può trasformalo da "antico" a "nuovo" (vedi S. Paolo). L'obiettivo di questa discussione è un passo indietro rispetto alla conoscenza di Santa Teresa. Cercavo, spogliandomi dai pregiudizi e dalle conoscenze previe, di ottenere tra di noi una definizione della parola Spirito "nostra", un punto sul quale il forum possa intendersi e che magari permetterà di capire e accedere anche al messaggio di Santa Teresa.


Shamir wrote:

3. E, infine, inserirei anche un elemento un po' "controcorrente":
"La sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perchè tutto è vanità. Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere. Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra?" (Qo. 3, 19-21)
Il fatto che questo passo si trovi nientemeno che nella Bibbia lo rende quantomeno insolito. Shocked
Perciò domando: cosa intendeva esattamente esprimere l'Autore biblico con questi versi riguardo la natura e il lato spirituale dell'uomo? In che contesto e con quale interpretazione essi devono essere correttamente letti?


Per quanto ne so (e ti assicuro che è poco) la concezione delle realtà metafisiche dell'Autore di Qoeleth è ad uno stadio precedente rispetto alle concezioni ebraiche successive. Sono abbastanza convinto infatti che per esempio Qoeleth non fosse a conoscenza della possibilità della resurrezione dei corpi (che si è sviluppata all'incirca nel periodo di stesura del libro dei Maccabei, ma potrei sbagliarmi) e sono abbastanza certo che non avesse nemmeno l'idea di un "paradiso" e di un "inferno". Qoeleth conosceva il concetto di Sheol che è la versione ebraica dell'Ade dei Greci. Dopo la morte buoni e malvagi vivevano una specie di esistenza umbratile, una parvenza sminuita e grigia della vita mortale. Mi pare che forse già nei salmi più antichi si definissero i morti come "larve d'ombra". Capisci che sotto questa luce, se non c'è distinzione nemmeno tra buoni e malvagi, ancora meno ce ne sarà per uomini e animali!
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